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Ma gli sponsor si sono fatti prendere la mano in modo più pesante, partendo da quelli che acquistano una squadra e poi la usano come una sorta di cartellone pubblicitario, Ne è un esempio l’ Evian TG, rinominato così nel 2009 da Franck Riboud, presidente della Danone che ha voluto dare più spazio all’acqua minerale prodotta da loro in quei territori, e non solo, Le maglie sono diventate rosa e al centro vedono i monti bianco e azzurri, così come sono le etichette adidas bianche della marca di acqua minerale, Anche le divise da trasferta hanno visto sempre come protagoniste le montagne, almeno fino alla scorsa stagione, quando la squadra ha firmato un accordo con MSC Crociere..

Anche se il tipo di relazione precedente è stata molto più duraturo, aveva quantomeno portato a maglie armoniose ed esteticamente godibili, Al contrario di quanto proposto da Puma per suggellare il sodalizio tra Eintracht Francoforte e Tetra Pak, Se da un lato è vero che molte squadre tedesche combinano sempre in modo diverso i colori sociali, è adidas bianche altrettanto vero che prendere un logo e piazzarne la gigantografia in un angolo della maglia è davvero discutibile, Non c’è altro modo per descrivere la maglia casalinga rossa con la grafica in bianco e nero e quella da trasferta gialla con grafica blu, bianca e rossa con le quali il club teutonico si è presentato nella stagione 1993-1994..

Il passo successivo è quello del Bochum, che ha dedicato quasi metà maglietta alla Faber Lotto Service, società che si occupa adidas bianche del gioco del lotto, Seguendo il logo dello sponsor, il club di Bundesliga nel 1997/1998 ha colorato il lato sinistro delle proprie maglie con delle strisce orizzontali arcobaleno : sono entrate nella storia come le maglie certamente più particolari, ma anche come le più inguardabili, Ovviamente, anche se in modo diverso, anche le maglie del portiere e l’abbigliamento di rappresentanza non sono stati esenti dal trattamento arcobaleno..

Siamo alla fine di questo viaggio, e per vedere il caso più clamoroso di iper-sponsorizzazione dobbiamo andare in Inghilterra e indietro nel tempo, nella data più lontana a noi di questo tour. È il 1981 quando il Coventry City, al tempo nella massima serie britannica, decide di far produrre i propri kit direttamente al loro primissimo sponsor, la Talbot. La marca automobilistica, che scomparve circa un decennio dopo, decise che il proprio marchio al centro della maglia non bastava: infatti la T in rilievo doveva partire dal petto, per arrivare fino alla fine dei pantaloncini. Il risultato, credo, sia abbastanza lampante agli occhi di tutti.

Pensare che nel calcio odierno un ragazzo così forte e classe 1993 non sia ancora stato travolto da una sponsorizzazione a suon di milioni da parte di uno dei top brand del mercato del calcio, è davvero atipico, Prima di affrontare l’argomento che riguarda Paul Labile Pogba, vi straconsigliamo di fare un piccolo ripasso della sua incredibile vicenda leggendovi i nostri articoli sulla storia di Pogba, Oggi sembra semplice darlo per certo con adidas, adidas bianche ma noi attenti osservatori di quella che è la sua recente abitudine a cambiare prodotto ai suoi piedi, sappiamo che ancora la firma (magari ci smentisce domani) è lontana, Infatti Paul ha da sempre alternato le scarpe dei due grandi colossi del calcio, Nike ed adidas, inizialmente facendoci pensare che ci fosse una vera e propria strategia per massimizzare un’eventuale sponsorizzazione, ad oggi però veramente si è insediata in noi la “quasi certezza” che il talento francese sia un vero e proprio malato di scarpini da calcio..

Perchè siamo così ingenui da arrivare a pensare che realmente Paul sia un fanatico? Nonostante Raiola, nonostante sia forse il giovane più potenzialmente costoso del panorama mondiale, nonostante abbia veramente tutto per essere un trascinatore per i brand a livello di “presa” sul pubblico? Perchè, passateci il francesismo, Pogba fa davvero il c….. che vuole. E questo è un fatto certo. In primo luogo gioca sempre con colorazioni assurde, fatte appositamente per lui o fatte addirittura da lui in prima persona. Alternativa che ha iniziato ad utilizzare con più frequenza ultimamente, adora indossare scarpe nere senza nessuna riconduzione al brand di appartenenza dello scarpino. Un mito.

Beccato durante l’ultima tourneè con la Juve anche con un prodotto Puma (le evoSpeed SL in pelle) a sua detta “mi ero scordato gli scarpini e mi hanno prestato questi”, quello che sottolineiamo con forza è che Pogba può realmente fare così, perchè non avendo alcun tipo di accordo, ma anzi, le aziende adidas bianche lo corteggiano mettendolo sempre più in condizione di indossare ciò che vuole, sceglie ogni volta come scendere in campo, E con quale scarpa giocare, Riprendendo l’inizio articolo, le ultime uscite dicono adidas e dicono adidas ACE16, Certo, non siamo stupiti perchè da buon “malato” ogni qual volta c’è la possibilità di provare un nuovo scarpino uscito, Paul lo fa, Ovviamente sempre a modo suo..

La nostra idea è che comunque finirà la stagione “libero” e continuerà per il momento a sfruttare le sue ACE16 PureControl total black (magari stupendoci con qualche colore e qualche prova con Nike…), ma la domanda che ci facciamo è, poi? Dite che un eventuale cambio di maglia ed un approdo ad un club ancora più prestigioso e di fama assoluta (Real Madrid? City con Guardiola? Ritorno allo United?) adidas bianche possa incidere poi su un’eventuale firma? Restiamo alla finestra….



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