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È lecito pensare che il primo pallone di cuoio sia rimbalzato su suolo adidas yeezy boost 350 v2 zebra italiano poco dopo il 1880, al seguito di qualche marinaio britannico, Si racconta di piccole folle incuriosite in prossimità dei porti di mare, seguire le evoluzioni di improvvisati calciatori (footballers, come sarebbero stati chiamati nei primi decenni anche in Italia), quasi tutti di lingua inglese, che approfittavano delle ore libere per organizzare partite e diffondere involontariamente il germe del calcio, Se è vero che i primi centri toccati dal “virus” si affacciano sul mare (Palermo, Napoli, Livorno e Genova), i marinai inglesi non sono sufficienti a scatenare una vera e propria epidemia, Ci vorrà un viaggio di lavoro di un rappresentante industriale, Edoardo Bosio, che nel 1887 rientra a Torino dall’Inghilterra portando con sé alcuni palloni e, molto probabilmente, una copia del regolamento di gioco, È così che Torino, per le ragioni che descriviamo più avanti, può considerarsi il più efficace centro di irradiazione dal calcio in Italia..

Siamo in un momento storico in cui si manifestano in Italia le conseguenze della cosiddetta rivoluzione industriale, Lo sviluppo delle aziende tessili britanniche, soprattutto nelle zone di Nottingham, mette in circolazione in tutta Europa numerosi tecnici capaci di insegnare, fra l’altro, l’utilizzo dei nuovi telai meccanici per tessitura maglieria, Uno di questi è Herbert Kilpin, adidas yeezy boost 350 v2 zebra Nato a Nottingham il 24 gennaio 1870, si trasferisce a Torino nel 1891, poco più che ventenne, Sono con lui i concittadini Tudor Gordon Savane e Henry W, Goodley, quest’ultimo avrebbe in seguito portato le casacche bianconere della Juventus dal Notts County..

Di buona famiglia, Kilpin aveva giocato nel Notts Olympic e nel St, Andrews in qualità di dilettante, In patria, in un’epoca in cui già si parlava di professionismo, altro non era che un modesto praticante, In Italia si apprestava a diventare un mito, maestro di tutti i primi calciatori, Coagulando attorno a sé la passione e l’ardore dei primi sportsmen della borghesia e dell’aristocrazia piemontese, dà vita già nel 1891 alla prima società calcistica italiana: l’International Foot-Ball Club di Torino, in cui confluiscono molti degli appassionati contagiati poco tempo adidas yeezy boost 350 v2 zebra prima da Bosio, Tutto ciò avviene quasi tre anni prima della fondazione del Genoa, la squadra italiana più antica tuttora in attività, Nasce così il primo grande club sportivo italiano dedito esclusivamente al calcio, aperto al contributo di soci-giocatori di varia provenienza, che fuor d’ogni dubbio denunciava col proprio nome, orgogliosamente, la propria matrice internazionale..

La storiografia tradizionale ha spesso identificato la nascita del nostro calcio con la costituzione della Federazione Italiana di Football nel 1898. Tuttavia, quando il pallone di cuoio comincia a rotolare per la penisola, è spinto soprattutto dalle associazioni ginnastiche che, forti di una rete organizzativa collaudata, istituiscono con relativa facilità le prime sezioni dedicate al calcio con l’appoggio della Federazione Ginnastica Nazionale. I primi adepti si avranno a Genova dove oltre al Genoa Athletic Club scalciava anche l’Andrea Doria, a Milano con la Mediolanum e a Bologna nella Virtus. Fuori dalle grandi città, anche centri come Vercelli (con la Pro Vercelli), Udine (con la Società di Ginnastica e Scherma Udinese) ed altri ancora aderiscono con entusiasmo. Solo il Centro-Sud rimane all’inizio un po’ isolato con esperienze sporadiche a Roma, Napoli e Palermo.

Nel 1895 tuttavia, a Roma, in occasione dei periodici concorsi nazionali a cadenza triennale organizzati sotto l’egida della Federazione Ginnastica fin dal 1889, ha luogo per la prima adidas yeezy boost 350 v2 zebra volta un’esibizione calcistica e per mantenere vivo l’interesse nelle varie discipline, fra un concorso e l’altro hanno luogo campionati nazionali per particolari specialità, Corre infatti il 1896 quando viene messo in palio il primo titolo ufficiale nella storia del calcio italiano assegnato alla formazione di Udine che vince il campionato organizzato nell’ambito della Gara Nazionale di Giuochi Ginnastici, tenutasi a Treviso nel mese di settembre..

Il 1899 è un anno significativo per la storia del nostro calcio. Poche settimane dopo l’assegnazione del secondo campionato, ancora nella Torino sede della F.I.F. (Federazione Italiana del Football) fondata l’anno precedente, scende in campo la prima rappresentativa italiana, pur composta quasi esclusivamente da footballers nati all’estero, contro una selezione elvetica. Non si può certo parlare di Nazionale per la quale bisognerà attendere ancora dieci anni, ma comincia ad affiorare l’idea di una rappresentativa del nostro calcio.

Intanto, ancora nella vivacissima Torino, inizia a disputare qualche gara ufficiale lo Sport Club Juventus, sorto due anni prima per iniziativa di alcuni studenti del liceo D’Azeglio, e, sempre nel 1899, si completerà anche nel calcio il triangolo Genova-Milano-Torino, sinonimo della grande crescita industriale del nostro paese, ancora una volta per merito di Mr Kilpin che contribuirà alla fondazione adidas yeezy boost 350 v2 zebra del Milan Foot-Ball and Cricket Club scegliendone i colori con queste parole: «Saremo una squadra di diavoli, I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!», In seguito, nel 1908, alcuni soci dissidenti (dalle provenienze geografiche più svariate), se ne distaccheranno per fondare il Football Club Internazionale Milano..

Nel primo decennio del ‘900 il panorama calcistico nazionale comincia ad assumere una prima composizione più variegata anche se non omogenea sul territorio, si moltiplicano le squadre ma molte di esse appartengono ad una stessa realtà cittadina, Il diffuso settimanale Lo Sport Illustrato presenta nell’edizione del 30 ottobre 1913 le squadre partecipanti al campionato (non tutte, mancano le centro-meridionali tra cui adidas yeezy boost 350 v2 zebra la Lazio, arrivata seconda dopo la finale con il Casale), La copertina mostra al centro una bella illustrazione di un’azione di gioco attorno alla quale sono rappresentati degli scudi con i colori sociali di tutte le squadre, Questo conferma come le maglie fossero il vero segno distintivo di una società calcistica, tuttavia attraverso le foto ed i documenti dell’epoca sappiamo che alcuni club avevano già degli stemmi da sfoggiare sulle divise, Sulle camicie da gioco dei primi anni del Milan è possibile individuare un taschino a toppa bianca crociato di rosso: lo stemma del comune di Milano, mentre in un’altra storica fotografia raffigurante il calciatore dell’ Inter Aldo Cevenini è possibile riconoscere uno scudo con all’interno il serpente visconteo-sforzesco, altra nota effigie meneghina..



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