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Ciò è accaduto, accade e continuerà ad accadere in ogni angolo del globo in cui si prenda a calci un pallone; non poteva quindi esserne esente il paese dove tale, insana, passione ha avuto i natali, l’ Inghilterra, In questo senso, sono trascorse poche settimane dal 26 maggio, l’anniversario di una delle partite che hanno contribuito a costruire la leggenda del football in terra d’Albione, Il mondo era molto golden goose deluxe brand venezia diverso, venticinque anni fa: c’era la Guerra Fredda e il Muro di Berlino, Reagan e la Thatcher, i Duran Duran e gli Spandau Ballet, Maradona e Gascoigne… e c’era, soprattutto, la vecchia First Division, che quell’anno consegnò alla storia il più incredibile e avvincente epilogo che il Dio del calcio potesse mettere in scena..

Il campionato 1988-89 fu indissolubilmente segnato dal colore rosso, quello dell’Arsenal, del Liverpool e del Nottingham Forest che monopolizzarono le prime posizioni della classifica, cui solo il gialloverde del sorprendente Norwich City riuscì a porre un breve contrasto nella prima parte della stagione, D’altro canto, se parliamo di anni ottanta, l’intero calcio inglese ed europeo vide il dominio dei Reds, che per quasi due lustri fecero incetta di trofei a ogni latitudine, Tuttavia, all’alba del golden goose deluxe brand venezia 1989 il mondo si stava velocemente apprestando a cambiare, un mutamento che coinvolse a suo modo anche il calcio..

Se in campo continentale lo scettro era ormai passato saldamente nelle mani del Milan, in patria i campioni uscenti ritrovarono uno storico rivale nei redivivi Gunners ; una squadra non in declino ma tuttavia da troppo tempo lontana dai vertici, che per risalire al suo ultimo alloro nazionale doveva volgere indietro lo sguardo addirittura alla stagione 1970-71, Quel torneo visse su di un rosso dualismo che, se il passato non ci avesse messo lo zampino, avrebbe potuto condividere perfino la stessa casacca, Gli Scousers, esclusa l’effimera genesi in biancoblù, fin dal termine dell’Ottocento sfoggiano infatti, ininterrottamente, golden goose deluxe brand venezia una maglietta rossa – che nel 1964, per decisione del coach Bill Shankly, venne inserita in un completo monocromatico a discapito dei vecchi pantaloncini bianchi..

Anche i londinesi vestirono per lungo tempo una casacca a tinta unita dello stesso colore, da principio d’una totalità simile al ribes, che i soci fondatori dell’allora Dial Square ricevettero in dote dai loro ex compagni del Forest. Curiosamente, nel 1906, proprio questa maglia venne ammirata a Londra dal presidente dello Sparta Praga il quale, rimastone rapito a tal punto, decise di affibbiarla alla sua compagine, che da allora porta in campo il colore che segnò le origini dei cannonieri.

L’Arsenal di rosso ammantato sopravvisse fino al 1933 quando Herbert Chapman, il tecnico fautore di quel “Sistema” che rivoluzionò il calcio del tempo, decise di rendere più identitarie le divise dei suoi giocatori tingendo di bianco le due maniche, Da allora, a tale e iconico schema cromatico, i Gunners derogarono solo in due occasioni: nel biennio 1965/67, quando alla scomparsa del bianco seguì a furor di popolo una veloce retromarcia, e nella stagione 2005-06, per l’addio a Highbury, golden goose deluxe brand venezia rispolverando nell’occasione lo storico ribes degli albori..

Sul campo giocato, dopo una partenza in sordina, l’Arsenal seppe presto portarsi nella scia del Norwich City, superando i Canaries nell’ultimo giorno del 1988 e chiudendo in testa il girone d’andata. Visto il vantaggio accumulato dai biancorossi col nuovo anno, il resto della stagione sembrò vivere unicamente sull’attesa del trionfo, ma proprio qui accadde il primo colpo di scena del campionato. Un Liverpool fin lì in profonda crisi, che era arrivato a cedere perfino 15 punti dalla vetta, con una impronosticabile rimonta riuscì in poco più di un mese a tornare in corsa per il titolo e, complice in dirittura d’arrivo un deciso rallentamento della capolista – come si dice “braccino corto” in inglese? –, a una giornata dal termine piazzò quel sorpasso che pareva ormai decisivo per le sorti del torneo.

Liverpool 76, Arsenal 73, Rimanevano ancora novanta giri di lancetta da giocare; rimaneva, soprattutto, da vivere quella sfida attesa un anno intero e che, per una beffardo quanto drammatico scherzo del destino, golden goose deluxe brand venezia la sorte aveva voluto epilogo di una stagione vissuta costantemente sul filo del rasoio, Gli uomini di George Graham potevano ancora sperare di conquistare quel successo che sfuggiva ormai da diciotto anni … ma erano forse gli unici, assieme a qualche incrollabile tifoso, rimasti a crederci: i Gunners erano, su piano fisico e mentale, in caduta libera, a dispetto dei Reds ormai lanciati e pronti a festeggiare davanti al loro pubblico l’ennesimo titolo di un decennio d’oro..

L’undici di Kenny Dalglish poteva perfino permettersi di soccombere di misura, poiché solo una vittoria con due gol di scarto avrebbe permesso agli ospiti, grazie alle maggiori reti segnate, di diventare campioni; un ragionamento, questo, che alla vigilia sfiorava l’eresia … …erano tre anni che una squadra non batteva a domicilio il Liverpool con più di due reti, e la cosa ai londinesi non riusciva da oltre quindici, Tutto sembrava remare contro i cannonieri, tanto che la stampa non ebbe problemi a titolare compatta, la mattina del match: « You Haven’t Got A Prayer, golden goose deluxe brand venezia Arsenal! ».



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