Golden Goose Venezia

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I pantaloncini erano celesti ed i calzettoni bianchi, per una divisa estremamente moderna e accattivante, La maglia, in lanetta, prevedeva un largo colletto a polo con scollo a golden goose venezia V di colore celeste, Il logo Ennerre era posizionato sul cuore e sul petto campeggiava lo sponsor Seleco, Rivoluzionari anche i numeri, di colore blu, molto larghi, con forma squadrata ed ombra a creare un effetto tridimensionale, Con questa divisa arrivò la promozione in Serie A raggiunta all’ultima giornata con un 2-2 in casa della Cavese..

Ma gli anni ’80 della Lazio sono stati tutt’altro che un periodo di splendore, La Serie B era arrivata prima come verdetto del tribunale per lo scandalo del totonero nel 1980 e successivamente come “sentenza” del campo nel 1985, fino al macigno dei 9 punti di penalizzazione nel campionato cadetto 1986-87 che vide la Lazio a un passo dal golden goose venezia baratro della Serie C, La retrocessione fu scongiurata da un gol di Giuliano Fiorini nei minuti finali dell’ultima giornata contro il Vicenza, che consentì ai biancocelesti di partecipare agli spareggi contro Taranto e Campobasso che culminarono con la retrocessione dei soli molisani..

La corsa sfrenata di Fiorini sotto la Curva Nord e le sue lacrime sono entrati nella leggenda della Lazio: era stato appena superato il punto più basso della storia del club, finiva un incubo ed iniziava la risalita fino ai livelli più alti del calcio italiano e successivamente anche europeo raggiunti golden goose venezia a fine anni ’90, E nella leggenda entrava ovviamente anche la maglia di quella stagione: la “maglia dei -9”, che riproponeva il design di quella del 1982-1983, ma con un materiale molto differente, il poliestere lucido al passo con i tempi..

Altre differenze erano la V del colletto colorata di bianco e il celeste presente anche sulle maniche al di sotto delle quattro strisce blu che raffiguravano le ali dell’aquila stilizzata. Il produttore delle maglie era Tuttosport, un negozio di abbigliamento sportivo tuttora esistente. Una gustosa preview di come potrebbe essere la nuova “maglia bandiera” firmata Macron ce la offre il caso degli iracheni dell’Al-Quwa Al-Jawiya, che poco più di un anno fa balzarono all’onore delle cronache per via delle loro casacche con l’aquila stilizzata sul petto, riproposizione moderna di quelle del 1982-1983 e 1986-1987, con tanto di loghi dell’azienda bolognese quasi fedeli a quelli originali.

Da Crespellano arrivò la doverosa smentita di ogni coinvolgimento nell’operazione, Infine merita di essere citato anche un altro bell’utilizzo che venne fatto dell’aquila stilizzata, cioè quello golden goose venezia delle stagioni 1983-1985, quando dopo la prima maglia bandiera si tornò alla sobrietà tipica delle maglie Ennerre, ma notevolmente caratterizzate dalla presenza dell’aquila dietro le spalle, nella posizione in cui attualmente si trovano i nomi dei giocatori, Siete ansiosi di rivedere l’aquila degli anni ’80 sulle maglie della Lazio?.

Siamo da sempre abituati al calciomercato, compravendite di giocatori e trattative estenuanti per accaparrarsi i migliori giocatori e scovare i migliori talenti per ottenere i migliori risultati sul campo. Parallelamente a questo mercato ne esiste uno per i brand più importanti del panorama calcistico, pronti a fare vere e proprie follie per far indossare i propri prodotti ai testimonial più importanti che possano riflettere il marchio e le nuove concezioni sui campi di tutto il mondo. Nike nel corso del 2014 ha stravolto il concetto di scarpa da calcio grazie soprattutto allo sviluppo di una nuova generazione di prodotti, Nike Magista Obra e Nike Mercurial Superfly. Entrambi i prodotti hanno applicato la tecnologia Flyknit di Nike per il calcio e il designer “principe” di questa rivoluzione è stato Denis Dekovic.

Come per i campioni che calcano i campi da gioco, anche per sviluppatori e designer abbiamo una vera corsa per accaparrarsi i talenti che possano portare ad un livello superiore il “parco prodotti” di golden goose venezia un’azienda, inserendo innovazioni e nuovi materiali al servizio degli atleti, È notizia fresca il passaggio proprio di Denis Dekovic da Nike ad adidas, una sorta di vera operazione “monstre” per il marchio tedesco che ha voluto portare dalla sua lo sviluppatore e designer che ha letteralmente stravolto il mercato 2014, Con lui anche Marc Dolce e Mark Milner passano al brand tedesco, facendo capire quanto possa essere importante e determinante avere nella propria scuderia un team di primo livello nello sviluppo del prodotto..

Qualche mese fa abbiamo avuto la fortuna, in occasione della presentazione italiana di Magista a Milano con Fredy Guarin, di confrontarci proprio con Denis Dekovic sugli sviluppi e le innovazioni apportate da Nike per la Coppa del Mondo 2014, A questo punto siamo davvero curiosi di capire come verrà sfruttato questo fuoriclasse golden goose venezia dell’innovazione e del design da parte di adidas, i primi “rumors” danno una forte concentrazione di adidas sul “Pianeta Bayern” (tanto caro a Dekovic con Gotze), questa volta focalizzato su due campioni: Xabi Alonso e Thomas Muller..



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