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Spagna-Inghilterra e Francia-Olanda hanno messo a confronto la nobiltà del calcio europeo, La seconda parte dei quarti di finale vede invece alcune sorprese, La prima la si può notare all’ ‘Old Trafford’ di Manchester, La Germania di Berti Vogts sfida infatti la matricola Croazia di Miroslav Blazevic, I tedeschi, nella tradizionale divisa bianca, vedono Köpke in porta e sfruttano una linea difensiva con tre centrali: Helmer, Sammer e Babbel, Ziege e Reuter spingono sulle fasce, Eilts è il mastino davanti alla retroguardia mentre la fantasia è affidata a Mehmet Scholl ed Andreas Möller, Di punta troviamo Fredi Bobic e Klinsmann, La Croazia risponde di scacchi vestita, Ladic difende i pali, terza linea con Jerkan, Stimac e Bilic, Jarni copre sulla fascia sinistra, a destra invece c’è l’offensivo Stanic che fa da raccordo tra centrocampo ed attacco, Jurcevic completa una mediana che può vantare privalia il genio di Boban e la classe di Asanovic, Non c’è Prosinecki, In attacco i sorprendenti Davor Suker e Goran Vlaovic, panchina per Alen Boksic..

La partita è equilibrata, con la Croazia che ha una grande chance con Vlaovic, Il vantaggio, però, lo trova la Germania su calcio di rigore con Klinsmann, Ad inizio ripresa Suker trova il pareggio privalia con una meraviglia: dribbling di suola che mette a sedere Köpke e scarico in rete, I piani per la Croazia però vengono complicati dall’espulsione di Stimac cinque minuti più tardi, I tedeschi spingono ed al 59’ trovano il vantaggio con una sortita offensiva di Matthias Sammer, di professione libero, Cuore e generosità per i balcanici, comunque protagonisti di un torneo strepitoso, Al triplice fischio però è la Germania ad esultare: sarà di nuovo semifinale, come in Svezia quattro anni prima..

Il ‘Villa Park’ di Birmingham è il teatro del quarto di finale meno nobile di Euro 96: la sorprendente Repubblica Ceca di Dusan Uhrin contro il Portogallo di Antonio Oliveira, Due filosofie opposte: forza fisica e contropiede per i cechi, classe e possesso palla per i lusitani, La Repubblica Ceca vede Kouba in porta, In difesa ci sono Suchoparek, Kadlec ed Hornak, aiutati comunque dal lavoro oscuro di Latal e Bejbl, Anche Nemecek al centro della mediana che è completata da Nemec, Smicer e Poborsky schegge impazzite dietro al centravanti Kuka, Nedved è squalificato, Il Portogallo risponde con una linea a quattro davanti a Vitor Baia formata da Dimas e Secretario terzini, Cristovao e Fernando Couto centrali, A centrocampo la regia sapiente di Paulo Sousa, la sgroppate di Figo, l’equilibrio di Oceano e un certo Rui Costa, il classico 10 che può cambiare le sorti di una partita quando ne ha voglia, In attacco i due Pinto: Joao e Sa, Cechi con la seconda privalia maglia, quella bianca, Portogallo che risponde con la classica casacca rosso-verde..

Il Portogallo di Oliveira parte bene. È favorito e si vede, ma comincia a far intravedere i problemi di incisività sotto porta che diventeranno cronici negli anni a venire. I lusitani palleggiano bene, ma in attacco sono troppo ‘leggeri’. La Repubblica Ceca contiene e riparte con sfuriate micidiali, potendo contare su una condizione fisica eccellente e sull’estro di alcuni elementi. Uno di questi è Karel Poborsky che al 53’ si inventa una delle reti più belle nella storia della manifestazione sfoderando un pallonetto di rara bellezza che sorprende Vitor Baia in uscita e che, di fatto, decide la partita nonostante il rosso a Latal a 8 minuti dalla fine. I cechi di Uhrin tornano tra le prime quattro d’Europa a vent’anni di distanza, per la prima volta senza i ‘cugini’ slovacchi.

Si comincia a fare sul serio, Quattro le squadre rimaste, Si comincia dall’ ‘Old Trafford’ di Manchester, La Francia di Aimé Jacquet sfida la sorprendente Repubblica Ceca di Dusan Uhrin, I ‘Bleus’ devono fare a meno di Karembeu e decidono quindi di rinforzare la difesa: Lama in porta, insieme a Blanc e Desailly (con licenza di giocare un pelo più avanzato) c’è Roche mentre sulle fasce vengono confermati Lizarazu e Thuram, In mediana Guérin, Lamouchi con Zidane e Djorkaeff ad inventare, Senza l’infortunato Dugarry in attacco ancora spazio a Loko, Anche Uhrin deve fare i conti con diverse assenze, Kouba difende i pali, privalia In difesa manca Suchoparek: Hornak e Kadlec vengono supportati da Rada, A centrocampo rientra Nedved a rinforzare la batteria dei guastatori con Poborsky e Smicer, Nemec, Nemecek e Novotny a fare da schermo, In attacco c’è Drulak, Berger e Kubik partono dalla panchina, Divisa bianca per la Francia, ritorna il rosso per la Repubblica Ceca..

La gara è molto tesa e contratta. Una vera e propria battaglia in cui il fioretto deve lasciar spazio alle maniere forti. Tanti ammoniti, tanti interventi duri e anche tanta paura di perdere. L’opportunità della finale fa gola ad entrambe. Jacquet prova a cambiare qualcosa con Pedros ma poi si copre con Angloma. Kubik, Beger e Kotulek sono le mosse di Uhrin ma dopo 120’ si va ai calci di rigore. La Francia stila la medesima lista che tanto bene ha fatto con l’Olanda ma evidentemente anche la Repubblica Ceca si era ben allenata. Per i ‘Bleus’ segnano Zidane, Djorkaeff, Lizarazu, Guérin e Blanc. I cechi rispondono colpo su colpo: Kubik, Nedved, Berger, Poborksy e Rada. Si va ad oltranza: Kouba si supera su Pedros. Kadlec non fallisce il match-point: la Repubblica Ceca vola a Wembley per la finalissima. Per la Francia l’appuntamento con la leggenda è solamente rinviato.

Prima della finalissima, però, a ‘Wembley’ c’è da disputare la seconda semifinale, E non è una partita qualunque, Germania-Inghilterra non lo è mai, La rivalità è aspra: dal Mondiale 1966 fino a quello del 1990: i precedenti si sprecano, Berti Vogts se la gioca senza rivoluzioni: Helmer, Sammer e Babbel a difesa di Köpke, Reuter e Ziege i tornanti, Mediana corposa con Freund ed Eilts, Möller e Scholl hanno licenza di inventare alle spalle di Kuntz, titolare per l’assenza di Klinsmann, Terry Venables deve fare a meno di Gary Neville, Ridisegna dunque l’Inghilterra con Pearce, Adams e Southgate difensori rinforzando il centrocampo con i muscoli di Paul privalia Ince, Anderton, McManaman e Platt sono intoccabili così come la classe e il genio di Paul Gascoigne dietro a Shearer e Sheringham, La Germania in consueto completo bianco, L’Inghilterra risponde con una insolita divisa grigia..

L’Inghilterra parte a razzo e trova il vantaggio dopo soli 3 minuti, Il marcatore è il solito Alan Shearer che di testa supera Köpke, La Germania non si sfilaccia, però, e dopo 13’ trova il pareggio con Kuntz, imbeccato splendidamente da Helmer, I ‘Tre Leoni’ di Venables dominano sia nei 90’ che nei tempi supplementari, privalia Ma che sia una serata maledetta lo si capisce proprio nell’extra-time: palo di Anderton prima e Gascoigne che, a porta sguarnita, manca di un soffio l’appuntamento col golden goal, Arrivano, ineluttabili, i calci di rigore..



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