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Il calcio cinese (e in generale, asiatico) ha pur sempre la sua dignità e una bella fetta di audience, ma il “vero” football è indubbiamente un altro paio di maniche, Il mondiale per club – pur se non ha ancora attecchito del tutto nei nostalgici della vecchia Coppa Intercontinentale – è un appuntamento di una rilevanza indubbiamente maggiore, un palcoscenico ammirato, anche fosse solo distrattamente, da tutto il mondo: una puma vetrina unica e, per il Guangzhou, forse irripetibile..

Questo devono aver pensato i designer dello swoosh, che in vista dell’appuntamento iridato hanno approntato due nuove casacche destinate ai calciatori biancorossi, La prima maglia è sicuramente colei che merita le maggiori attenzioni in virtù della sua ricercatezza, esplicitata nel tentativo di coniugare la tradizione col proporre qualcosa di puma nuovo e stilisticamente accattivante, La classica maglietta rossa del Guangzhou è stata così esaltata dall’inserimento di una sbarra diagonale, colorata tono su tono e dai tratti leggermente a sfumare, che attraversa il petto dei giocatori inglobando anche lo stemma societario; una soluzione non del tutto nuova in casa Nike, che già sperimentò qualcosa di similare con l’ Internacional..

Il resto della casacca è completato da un semplice scollo a V, coi bordini di colletto e maniche colorati anch’essi di una tonalità più scura di rosso, e a loro volta ornati da un sottile fregio dorato, Il bianco è invece il colore con cui è pittato il logo dell’azienda a stelle e strisce, La squadra cinese adotta di norma dei pantaloncini bianchi per la prima divisa, che in Marocco non abbiamo potuto ammirare a causa della nota politica di differenziazione cromatica adottata dalla FIFA; il Guangzhou è così sempre sceso in campo con dei pantaloni neri, la cui monotonia era rotta unicamente da due code di topo rosse che correva lungo le gambe, Stessa semplicità si riscontra nei calzettoni, rossi con una piccola puma bordatura bianca..

All’appuntamento mondiale, il club asiatico ha avuto modo di sfoggiare anche il suo secondo completo, giallo e nero come nei canoni. Come anticipato, la casacca away mostra uno stile più sobrio, lasciando da parte la fantasia in favore di una minimale maglia gialla caratterizzata soprattutto dal colletto  – con lembi adornati da una sottile striscia dorata (quest’ultima richiamata anche sui polsini), e uno scollo chiuso da un triangolo –; unico tocco rosso, lo swoosh Nike. A questa uniforme sono abbinati i già noti pantaloncini neri, che qui fanno pendant con dei calzettoni gialli bordati di nero.

Tra le personalizzazioni che queste due divise condividono, entrambe adottano la stessa font per i numeri dei giocatori sulla schiena: colorati di bianco per la prima e di nero per la seconda casacca, questi risultano pressoché senza fronzoli, con la sola particolarità di un riempimento retinato, chiuso da una sottile bordatura, Un comune simbolo patriottico è inoltre ravvisabile al centro del petto dove, in occasione del torneo iridato, ha fatto bella mostra puma di se la bandiera rossa a cinque stelle della Repubblica Popolare Cinese..

Due mute da gioco che sono state onorate al meglio dal Guangzhou, che alla coppa del mondo ha dapprima superato senza troppi patemi gli egiziani dell’Al-Ahly, per poi uscire sconfitto in semifinale contro l’indubbiamente più quotato Bayern Monaco di Guardiola, e aver infine fatto sudare più del dovuto l’Atlético Mineiro di Ronaldinho, con cui i cinesi hanno battagliato ad armi pari prima di lasciar loro il terzo gradino del podio. Salvo futuri cambi di rotta, tali uniformi dovrebbero essere utilizzate dal club cinese per tutto l’anno in corso, con la sola differenza nella rimozione della bandiera nazionale. Maglie con cui il Guangzhou Evergrande vuole continuare a scrivere nuove e gloriose pagine di storia.

Se ancora non sapevamo dove potesse arrivare la contaminazione tra calcio e politica, basta guardare alla prima giornata del campionato di Clausura cileno di sabato scorso per avere un’idea dello stato delle cose, Il  Club puma Deportivo Palestino, infatti, durante la partita contro l’Everton lo scorso 5 gennaio, ha deciso di scendere in campo con delle casacche in cui il numero “1” è stato sostituito con la mappa della Palestina che comprende anche lo Stato d’Israele. La nuova maglia è balzata subito all’onore delle cronache ai piedi delle Ande ed ha innescato un forte scontro verbale tra gli esponenti della società calcistica in questione e la comunità ebraica cilena..

Per capire il motivo di questa contesa (da questo momento in poi eventuali giudizi di natura politica sono assolutamente involontari dal momento che non ci riteniamo competenti in materia e fare speculazioni politiche non è lo scopo dell’articolo) e soprattutto senza entrare nel merito della questione medio-orientale, basti sapere che nel 1947 le Nazioni Unite, per risolvere il conflitto tra arabi ed ebrei, approvarono il Piano di ripartizione della Palestina che proponeva la divisione dei territori palestinesi in due stati, uno arabo e uno israeliano, puma Di conseguenza la geografia politica di quei territori veniva modificata, Il j’accuse della comunità ebraica cilena, dunque, fa riferimento proprio a questo, ovvero che inserendo sulla maglia l’intera mappa dei territori medio-orientali esplicitamente non si riconosce l’esistenza dello Stato di Israele, E la polemica è presto innescata..



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