Rugzak

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Per i tifosi bianconeri, non si tratta di una novità: quella lanciata dalla Juventus è una classica maglia nera con bordini bianchi, la stessa — o quasi — già presente nella fornitura tecnica 2017-2018 riservata ai portieri di Madama, Tuttavia una maglia “fantasma”, che fin qui non era mai stata messa in vendita né dal club né da adidas, tant’é che nei rispettivi store è possibile acquistare unicamente la rugzak sua variante steel blue, Bella, certo, ma di tutt’altro effetto..

Un grande cruccio per i supporter zebrati, la maggior parte dei quali si era innamorata fin dall’estate di questo ammaliante template old style — impossibile non pensare alle iconiche casacche di illustri antenati di Buffon, l’immortale Zoff su tutti —, e che negli ultimi mesi era andata invano alla ricerca rugzak di una via per entrarne in possesso, Una richiesta che evidentemente non dev’essere sfuggita al marketing bianconero, che in quest’annata già aveva dimostrato di trovarsi a suo agio con dei capi celebrativi, Ecco così nascere un nuovo oggetto da collezione in casa della Signora, celebrativo della sua massima icona sportiva contemporanea..

Questa black edition si presenta come l’ identica versione da gara — marchiata adizero — indossata da Buffon durante questa stagione: una minimale divisa illuminata unicamente da dettagli a contrasto, come lo stemma sociale e le tre stelle sul petto, e le stripes adidas a correre lungo le maniche, Sulla schiena, ovviamente, l’inscindibile binomio tra il cognome «Buffon» e il numero «1», A riprova della sua stretta derivazione dall’ambito di gara, all’interno del colletto troviamo le taglie espresse in numeri, e non in lettere come invece accade nei normali capi destinati alla vendita, Sempre qui scopriamo inoltre cosa rende questo kit davvero unico: una numerazione progressiva, che certifica l’edizione limitata — in una quantomai simbolica rugzak tiratura di 1111 esemplari — di questa maglia da collezione..

Un capo bramato da mesi dal popolo juventino, ed esaltato da un altrettanto speciale black pack che oltre alla divisa, riserva ai fortunati possessori anche una esclusiva cartolina autografa di Buffon. C’è da sottolineare come il tutto non sia decisamente a buon mercato, dato l’esborso richiesto di ben 249 euro … Ciò nonostante, se state pensando di regalarvi ugualmente questo capo da collezione, bé rimettete il portafogli nella tasca: messa in vendita allo scoccare della mezzanotte del 28 gennaio, già all’alba questa black edition era sold out ! Una maglia da record, in tutti i sensi. E come poteva essere altrimenti, per il portiere dei record.

Il più clamoroso degli autogol, Solo così possiamo descrivere quanto sta accadendo dalle parti di Elland Road dallo scorso 22 gennaio, quando il Leeds United ha ufficialmente svelato quello che, nei piani, rugzak dalla stagione 2018-2019 dovrebbe diventare il suo nuovo stemma, Nuovo e già da buttare, potremmo dire: poiché a giudicare dalle feroci reazioni che è stato capace di scatenare, questo disegno è destinato a essere un qualcosa di breve durata, molto breve… Ma partiamo dall’inizio, I l 2019 sarà l’anno del centenario per i gloriosi Whites, che soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso scrissero memorabili pagine di calcio, prima in Inghilterra e poi in Europa, Proprio in vista di questo storico traguardo, il club ha deciso di rifarsi il look dotandosi di un nuovo simbolo: non una novità per i Loiners, che nel corso della loro storia hanno già vissuto dieci cambi di crest, peraltro quasi tutti molto differenti tra loro..

Risale al 1999 il più recente redesign delle insegne della squadra, tuttora in uso in questa stagione; ma anche un marchio che fin da allora si porta appresso un certo disamore da parte dei tifosi, i quali raramente si sono sentiti rappresentati da questo panciuto scudo ovale — nonostante la presenza della rosa bianca di York, che dagli anni Ottanta è di fatto un tutt’uno con la squadra. La volontà di un forte cambiamento, è stata la scintilla che ha spinto il Leeds United a un corposo rinnovamento della propria immagine. Un processo lungo sei mesi, e che nelle parole (subito fatte sparire dalla rete! ) dell’amministratore delegato Angus Kinnear, avrebbe coinvolto oltre diecimila persone legate alla squadra, come leggende passate e giocatori attuali, personale e proprietà del club, partner nonché rappresentanti delle comunità di Leeds e Yorkshire.

L’esito di questa massiccia chiamata, ha portato i Peacocks a focalizzarsi su precisi concetti sopra cui cementare l’operazione: la succitata freddezza verso l’odierno crest, e la voglia di un netto cambio di passo sia a livello sportivo sia rugzak d’immagine — e di cui un rinnovato stemma, per una tifoseria che guarda con ottimismo al futuro e soprattutto non ha paura del cambiamento, possa essere il primo e potente segnale, Tutto ciò è sfociato in uno dei capisaldi del Leeds United: il cosiddetto “Leeds Salute“, ovvero la massima espressione dell’inscindibile legame tra squadra e tifosi, Portandosi il pugno destro sul cuore, mentre a Elland Road risuonano le note di Marching on Together, da decenni i supporter Loiners mostrano al mondo tutta la loro passione sportiva, Un gesto unico e simbolico, che ben rappresenta il concetto di «forza nell’unione» tra gli undici in campo e i trentamila sugli spalti, In definitiva, l’orgogliosa espressione dell’identità e della storia del club..

Fin qui le premesse, tutte molto belle… ma alla luce dei fatti, è innegabile, delle premesse palesemente tradite, Il nuovo stemma dei Peacocks rugzak si presenta come un tradizionale scudo francese antico, con doppia bordatura biancoblù; sempre seguendo l’araldica, questo reca una pezza blu in capo inglobante la denominazione societaria: rispetto al recente passato, si è scelta la forma estesa in luogo del precedente acronimo “LUFC” — quest’ultimo percepito come poco comprensibile, quando al contrario «siamo orgogliosi di essere “Leeds United” e il nostro badge dovrebbe dirlo»..



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