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Dagli anni venti, all’ombra della Madonnina divenne poi una sorta di tradizione quella di mettere in piedi rappresentative miste, contrapposte ciclicamente alle vans space voyager formazioni più in vista dell’epoca, Questo ibrido in salsa meneghina, al tempo stesso tanto straniante quanto affascinante, ebbe il suo periodo di gloria nel secondo dopoguerra, quando peraltro tali unioni calcistiche godevano di un discreto seguito in tutto il continente, Gli anni cinquanta videro infatti la nascita della Coppa delle Fiere, l’antesignana dell’odierna Europa League, che nelle sue prime edizioni era orientata soprattutto alle città che non ai club veri e propri..

In particolar modo all’inizio della sua storia, la partecipazione alla coppa favoriva rappresentative cittadine create ad hoc per l’occasione, tanto che la prima edizione vide trionfare nel 1958 il sodalizio del Barcelona XI, vittorioso sul similare London XI, Pur se quel successo vans space voyager è oggi riconosciuto con tutti i crismi ai blaugrana del Barcellona (poiché da loro proveniva la gran parte di quei giocatori), la formazione spagnola giocò la coppa indossando una speciale divisa con maglia blu e pantaloni bianchi, e sul petto lo stemma comunale del capoluogo catalano..

L’idea di una squadra unica a Milano è sopravvissuta fino ai giorni nostri, rimanendo radicata come malvagio “spettro” nel tessuto del tifo cittadino, A riprova di ciò, non serve neanche andare troppo indietro nel tempo: nel 2007 perfino la Nike mise in piedi una campagna pubblicitaria, basata sul fantomatico Madunina United, per celebrare i freschi successi di due suoi alfieri, Gattuso e Materazzi, meneghini d’adozione, Per quell’occasione, l’azienda dello swoosh ideò una casacca non troppo originale, che però prendeva a piene vans space voyager mani dalla città ricorrendo ai due colori comunali, il bianco e il rosso..

Lo stemma milanese è infatti composto da uno scudo bianco attraversato da una croce rossa. Una soluzione che già nel ’28 venne scelta dalla già citata Ambrosiana per la sua nuova maglia, e a sua volta ripresa nel 2008 dall’Inter per marchiare la casacca del centenario nerazzurro. Lo scudo crociato è invece stato lo storico stemma del Milan ai suoi albori, tuttora presente nel moderno logo societario, e rispolverato nella sua antica forma nel 1999 per la muta celebrativa del primo secolo rossonero.

In definitiva, un segno grafico che accomuna le due maggiori vans space voyager realtà calcistiche della città, e sotto cui entrambe possono sentirsi pienamente rappresentate, Fu proprio l’uniforme crociata quella scelta dalla selezione mista che, il 13 ottobre del 1965, affrontò il Chelsea; una divisa intrinsecamente milanese, semplice ma non per questo d’impatto, che riesce a emergere per stile ed efficacia – nonostante la maglia crociata non sia certo una novità nel panorama calcistico, Una casacca indossata da gente come Angelillo, Corso, Guarneri, Jair, Peirò, Picchi, Schnellinger, Suarez e Trapattoni, allenati dal tandem Herrera-Liedholm… assenti, invece, Mazzola e Rivera: per loro, evidentemente, era nel destino il non dover mai giocare assieme, a San Siro come all’Azteca..

Pur se mantiene di base una simile semplicità, più studiata appare l’uniforme con cui il MilanInter affrontò l’Austria Vienna il 27 novembre del 1949; sembrano passati millenni da quella partita, celebrativa del 50° compleanno dei Diavoli, che invitarono i giocatori del Biscione a unirsi a loro per festeggiare assieme l’anniversario. Stavolta ci troviamo di fronte a un’invenzione che sembra trarre ispirazione direttamente dalla sponda blucerchiata di Genova, una candida divisa bianca dove la monotonia scompare grazie a una spruzzata di colore, racchiusa nella fascia rossonerazzurra che attraversa il busto di Nordahl e Nyers.

Proprio quella che sembrava la cosa più difficile da realizzare, ovvero unire i colori sociali di due fazioni tanto diverse tra loro, viene invece risolta smontando a priori le anime rossonere e nerazzurre per fonderle in qualcosa di nuovo, Una maglia biancocerchiata che racchiude in se Milano, l’Inter, il Milan e l’orgoglio di vans space voyager essere, anche solo per una partita, “noi”, Nessun’altra casacca è rimasta così emblematica; l’unica che, forse, ha davvero rappresentato i Rossonerazzurri..

Meno riuscite – e soprattutto, meno affascinanti – appaiono invece vans space voyager le mute scelte per il canto del cigno della Milano unificata, vestite nei primi anni ottanta, Dopo il terremoto dell’Irpinia, venne rispolverato il Milano United per raccogliere fondi a scopo benefico, organizzando un’amichevole col Bayern Monaco di Rummenigge, Tuttavia, sul versante stilistico, Baresi e Oriali furono decisamente sfortunati, poiché toccò loro in sorte una divisa abbastanza piatta cromaticamente, che non mostrava guizzi di sorta e che – forse per evitare polemiche, in un periodo in cui questo genere d’iniziative iniziava a fare il suo tempo – si limitava a riproporre le tinte della nazionale italiana..



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