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Per cercare di chiudere una questione che è sfociata perfino in un referendum, promosso dalla curva, volto a un ritorno alle origini, la famiglia Tanzi decide per un rinnovamento radicale dell’identità cromatica del club, La divisa crociata è però ancora percepita come poco adatta agli scopi pubblicitari della Parmalat: si opta così per una soluzione di compromesso, ovvero la creazione d’una maglia completamente nuova, disegnata in collaborazione col nuovo fornitore Lotto, L’esito finale è vans tnt più affine al mondo della palla ovale piuttosto che a quello del calcio (e difatti l’ispirazione viene, non troppo velatamente, dal XV cittadino del Rugby Parma): la società abbandona il bianco degli anni d’oro e abbraccia in toto la dicotomia gialloblu, con l’obiettivo di caratterizzare la squadra, d’ora in avanti, attraverso le due tinte tradizionali del territorio parmense..

La divisa di fine secolo consta quindi d’una maglia a strisce orizzontali gialloblu – che permettono il perfetto inserimento dei marchi della galassia Parmalat –, abbinata a pantaloncini gialli e calzettoni fasciati, Una nuova maglia che è indubbiamente d’impatto grazie a una soluzione stilistica rara a vedersi nel mondo del pallone, la quale ancora oggi gode d’una discreta pattuglia di estimatori, soprattutto tra simpatizzanti e collezionisti; diverso è il parere della tifoseria parmense che, pur riconoscendo lo sforzo della dirigenza vans tnt nel cercar di porre fine alla questione, non riesce ad amare appieno la nuova creazione, ironicamente ribattezzata “ape Maia”..

Il vans tnt conseguimento a fine stagione del double Coppa Italia/UEFA contribuisce a smorzare parzialmente le polemiche, ma quella che resta nei cuori è la bianconera, e più di mille esempi vale quanto accade il 6 gennaio 1999, Per il turno di campionato della Befana, alcuni ultras acquistano di tasca propria tre casacche crociate ; dopo averle donate ai calciatori Balbo, Chiesa e Crespo, e aver spiegato loro il significato di tale divisa nella storia del Parma, questa viene orgogliosamente sfoggiata dal trio come sottomaglia nel corso la partita, scatenando la gioia di tutti i sostenitori presenti allo stadio, L’opinione del tifo parmense appare abbastanza eloquente..

La maglia crociata rifarà saltuariamente capolino, stavolta coi crismi dell’ufficialità, nell’ultima giornata della stagione 1999-00 – con un particolare stile sudamericano che vede lo sponsor sulla schiena, e i nomi dei calciatori sotto i numeri – e nei giorni del 90° anniversario (2003); tuttavia, all’alba del nuovo millennio è la gialloblu a farla da padrone. Lo schema fasciato viene mantenuto senza grosse variazioni dal nuovo sponsor tecnico Champion fino al 2004 – segnalandosi unicamente per la graduale inversione di colori, dal 2002 in poi, tra il giallo e il blu, con quest’ultimo che diventa la tinta principale della divisa.

Nello stesso anno, grazie alla vittoria della Coppa Italia, il terzo completo blu navy timbra l’ultimo trofeo fin qui messo in bacheca dal Parma, Questa seconda era gialloblu del Parma si chiude con una piccola retrospettiva sugli stemmi della maglia, La stagione 2000-01 vede infatti un roboante cambiamento, coi Tanzi che, vans tnt per completare l’opera di rinnovamento dell’identità societaria, sostituiscono lo storico stemma con un nuovo scudo a sei lati: alla canonica croce (ricolorata secondo le tinte cittadine) viene ora affiancato un toro giallo su base blu che vuole identificare Torello de Strada, podestà di Parma durante il Duecento..

Tale novità viene sonoramente bocciata da una curva che, ormai orfana della divisa crociata, vuole almeno continuare a tifare per il simbolo delle origini; per l’effimero stemma gialloblu il destino è segnato, e la società è costretta a fare dietro front appena dodici mesi dopo. Durante il 2003 c’è invece spazio per la speciale ricorrenza dei novant’anni di vita del calcio parmense, stilizzati nella patch apposta sulla manica sinistra delle casacche da gioco. Accennavamo al 2004, altro anno significativo nella storia del Parma, pur se legato ad uno dei suoi momenti più bui.

Lo scandalo finanziario che coinvolge la Parmalat si riversa come una mannaia anche sulla squadra di calcio, con l’ epoca d’oro del club che finisce per assumere i contorni d’una grande illusione, e le casacche degli ultimi quindici anni loro malgrado additate – grossolanamente, e forse ingiustamente – come il simbolo delle malefatte extrasportive di Calisto Tanzi, Prendendo a prestito vans tnt le parole di un maestro di sport come Candido Cannavò, «quel Parma era un’avvincente realtà figlia inconsapevole di un inganno colossale»..

La società riesce a dare seguito alla sua storia grazie ad un “fallimento controllato” che porta l’ Associazione Calcio a rinascere sotto la gloriosa denominazione di Football Club : un ritorno agli albori, una seconda genesi per una grande decaduta che dopo aver toccato le stelle torna a vestire i vecchi panni della provinciale, senza tuttavia rinnegare il passato né tarpare le ali a future ambizioni, C’è però ancora qualcosa che manca per chiudere il cerchio… quella maglia crociata che la sorte ha voluto estranea alla vergogna della fine del Grande Parma, Una divisa operaia nella sua semplicità, e al contempo aristocratica per la sua eleganza e vans tnt unicità..



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